Dedica alla professoressa d’italiano

Dedica Alla Professoressa D Italiano

Dal quindicesimo libro di Alex “L’umanità ha bisogno di umani”.
Capitolo: “Dedica alla professoressa d’italiano”.

“Devi smetterla di essere così Leopardiano!” Così la professoressa d’italiano rimproverava Alex quando frequentava la scuola e lui rispondeva “ma professoressa, io non riesco più a fare a meno di desiderare di essere altrove!”.

Con grande pazienza la professoressa spiegò ad Alex che non ci si può sentire realizzati se si considera la vita una cosa da trovare piuttosto che una cosa da creare.

Sognare è bello, avere immaginazione è un dono ma se non ci sono azioni conseguenti alle proprie proiezioni allora diventa nocivo, solo un distaccarsi dalla realtà che fa dell’esistenza una stanza vuota, colma di schiuma che svanisce piano piano e la sofferenza che si cerca di evitare rimane sempre lì.

È come quando si cucina, per ogni ingrediente ci vuole la giusta dose.

La professoressa lo guardò bene negli occhi e gli disse sorridendo “Crea la tua vita Alex!”.

Alex fece tesoro di quella lezione e così, ancora dopo tanti anni, quando si sente molto triste sogna ancora ma non solo.

Ha sognato di spezzare le proprie catene e di saltare nel vuoto alla ricerca di un mestiere che lo facesse sentire realizzato, oggi ha perso il conto di quanto volte l’abbia fatto e non si è mai pentito di aver desiderato di essere migliore.

Ha sognato di affrontare le sue paure più orrende, quelle che divorano l’anima se non le combatti con coraggio e ora quelle paure non ci sono più.

Ha sognato di andare sulla montagna, quella che adora di più al mondo, la regina delle dolomiti e un giorno, come fa sempre lui all’ultimo secondo, ha organizzato il viaggio e quando salì su la Marmolada era l’uomo più felice della terra.

Ha sognato di scrivere, di raccontare le proprie storie anche se sa di non essere un vero scrittore e oggi, dopo anni, si diverte ancora a portare avanti il proprio libro che vorrebbe tanto far leggere alla sua professoressa, colei che tanti anni prima le aveva fatto leggere “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino.

Ha sognato di diventare fotografo e viaggiare per il mondo per farlo vedere agli altri attraverso la sua composizione e adesso, nel suo piccolo, fa piccoli viaggi che mostra ai suoi amici.

Ha sognato di imparare a suonare il pianoforte e ora sa suonare “The Heart Asks Pleasure First” di Michael Nyman.

Guardando il mare, le onde, la schiuma che gli ricordò la sua professoressa, si chiedeva se il problema del mondo odierno fosse che ci sia poco spazio importante per il sapere degli insegnanti, umanisti, filosofi ma non solo a scuola, in tutti gli ambienti come la politica, il mondo del lavoro, comunicazione di massa.

L’umanità non ha bisogno di numeri ma ha bisogno di esseri umani che vengano trattati non da numeri ma da esseri umani con i loro difetti e i loro pregi.

Sogna Alex oggi di raccontare alla sua professoressa che ha incontrato il suo ex compagno di banco, che gli ha detto che sarebbe bello che tutti gli esseri umani avessero un sogno in comune, frutto della consapevolezza di dove siamo e cosa siamo e che se fosse così, quel sogno oggi sarebbe già realtà.

Spesso perdiamo il nostro tempo, non è bello come vorremmo, magari vorremmo essere meno soli, vorremmo essere più felici, vorremmo passare più tempo con gli amici, vorremmo dedicarci alle persone a cui vogliamo bene, vorremmo che ci siano emozioni forti.

Oggi Alex non vuole dedicare tempo alla malinconia, il tempo che nessuno restituirà, ma vuole dedicarlo alla sua ex professoressa che gli ha insegnato che la conseguenza dell’immaginazione è l’azione e vorrebbe che il suo insegnamento volasse in giro e aiutasse chiunque ne abbia bisogno.

Dal quindicesimo libro di Alex “L’umanità ha bisogno di umani”.
Capitolo: “Dedica alla professoressa d’italiano”.