Ho visto un po’ di me in te

Ho Visto Un po' Di Me In Te

Dal quattordicesimo libro immaginario di Alex: “Ribellione alle delusioni”.
Capitolo “Ho visto un po’ di me in te”

Alex si era appena svegliato, era domenica, come di consueto colazione, corsa al parco, doccia e poi steso sul letto a navigare sui social network.
Negli strumenti moderni di condivisione in rete spesso ci sono i suggerimenti delle persone da seguire e, quando Alex vide quel nome, il suo cuore cominciò a battere più forte.
Cliccò per entrare nel profilo di una donna che conobbe anni prima e non vedeva e sentiva più.
Tanti ricordi e sensazioni riaffiorarono dentro di lui.
Questa persona, che stava osservando da dietro uno schermo, un tempo fece di tutto per conquistarlo e farlo suo mentre lui era confuso, pensava ad un’altra.
Sciocco ragazzo, trattò male questa donna che lo amava.
Una donna che aveva la tendenza ad aiutare persone fragili con il cuore sofferente proprio come lei stessa aveva.
Niente poté togliere dalla testa ad Alex l’altra persona che non lo ricambiava.
Egli da una parte soffriva per un amore non corrisposto e dall’altra si sentiva terribilmente in colpa per non ricambiare la donna che lo riempiva di attenzioni.
Una forte sofferenza che lo segnò per sempre.
Un giorno, inevitabilmente le loro strade si divisero.
A distanza di anni Alex non provava più niente per quella ragazza per cui aveva sofferto, anzi, si accorse che aveva sbagliato tutto.
Aveva dato più attenzione ad una forte passione piuttosto che a qualcosa di più importante.
Alex col tempo diventò di ghiaccio, deluso da sé stesso, nascose al mondo la sua fragilità.
Il destino, anni dopo, gli fece incontrare però un’altra persona in cui vide un po’ di sé, una fragilità simile alla sua e volle riempirla di attenzioni anche se sapeva che il terreno che stava percorrendo fosse pericoloso.
Come volevasi dimostrare si scottò di nuovo, era tanto il desiderio di dedicarsi ad aiutare un cuore fragile che non diede attenzione al suo.
Sapeva già, che se si fosse affezionato, non poteva essere corrisposto.
Questo sciocco ragazzo, che ormai era diventato un uomo, era di nuovo vulnerabile.
Non lo aveva premeditato di affezionarsi, si sentiva in colpa con se stesso per aver aperto le porte del suo cuore di nuovo, si sentiva uno stupido, un debole.
Cercò di nuovo il volto di quella donna in rete, che lo aveva amato tanto tempo prima, e si accorse che l’aveva imitata, nei suoi modi, nelle sue parole, nelle sue intenzioni.
Alex continuò a sfogliare le foto di quella donna e vedeva che era felice.
Avrebbe voluto tanto contattarla ma non lo fece perché aveva paura di un suo rifiuto e soprattutto non voleva far prevalere il suo egoismo.
Questa donna diceva che ciò che dai in giro prima o poi ritorna in qualche modo, bisogna essere sempre positivi, in pace e amorevoli.
Alex ammirava questa donna che nonostante la sua fragilità era andata avanti a testa alta.
Voleva tanto chiederle come aveva fatto a sopravvivere, a sopportare tutto il male che le aveva fatto.
Alex voleva chiederle ancora una volta come superare tutta la sua malinconia che portava dentro di sé e che non riusciva a sopportare, quella malinconia che si trasformava in qualcosa di bello solamente quando la teneva tra le sue braccia.
Alex pianse ininterrottamente per ore, sentiva un bisogno enorme di lei, del suo amore che non c’era più.