Il Castello Senza Porte

Il Cervo
Il Castello Senza Porte

Dal Libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “Il Castello Senza Porte”.

Nia, la Strega del Tempo, aprì le porte del Castello Senza Porte con la pergamena magica che Linda aveva recuperato dagli antichi mari.

Crono, l’unico che poteva impugnare la Spada del Tempo, prese coraggio ed entrò nel castello per reclamare l’antica arma leggendaria.

“Se vuoi sconfiggere il tuo nemico, dovrai conoscere ciò che egli prova, se resisterai ti consegnerò ciò che mi appartiene”.

Questo è ciò che gli disse l’antico cavaliere prima di indicargli la direzione per raggiungere la preziosa lama all’interno della sua grande dimora.

Ognuno ha il suo nemico e Crono aveva il nemico più spietato e potente che si potesse immaginare.

Il nostro spadaccino attraversò il ponte del tradimento e sentì tutto lo sconforto, la sfiducia e la diffidenza che comporta l’esser traditi.

Passò per le vie dell’ingiustizia e provò la rabbia e la frustrazione che si sente quando la vita ti mette di fronte ad eventi che limitano le tue possibilità.

Nuotò fra le acque dell’invidia e sentì su di sé le intenzioni delle persone che cercano in tutti i modi di spengere il sorriso e la luce degli altri.

Superò la stanza della perdita, e sentì tutto il vuoto infinito che lascia la mancanza di una persona amata.

Entrò nel tunnel dell’incertezza, la sensazione costante di non farcela, di essere inadeguato, la sfiducia in sè.

Infine la prova più dura, camminò nel giardino della maledizione detta “La morte del cuore”, la stessa che fu inflitta al mago Magin e il nostro spadaccino fu colpito dalla depressione “Tutto quello che amo scompare” è ciò che diceva ad ogni passo finché non si fermò.

Crono aveva gli occhi assorti, le ginocchia tremanti, non riusciva più a fare un passo.

Sentiva come dei macigni pesantissimi sullo stomaco.
Si era formato un buco nero nel suo cuore che risucchiava tutto e si nutriva dei colori della sua anima.
Si sentiva come se si muovesse nell’acqua o su un pianeta dove la gravità è dieci volte più forte ed ogni gesto, anche quello più semplice, necessitava di uno sforzo enorme.
Anche la più piccola parola era difficile da pronunciare.
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Il giovane ragazzo, nonostante tutto il dolore che sentiva, non voleva perdere la sua integrità, credeva che poteva sfruttare l’oscurità, usarla per mutare, evolversi ed arrivare comunque al suo obiettivo.
Era deciso a non perdere la sua vera natura, la sua autenticità, al contrario di Magin, il mago maledetto, che in un momento d’ira si lasciò andare al male assoluto e spaccò la sua anima in due separandosi dalla sua parte buona, che lasciò scappar via tramutandosi nel mostro che conosciamo.

“Non ha senso vivere se non si da valore a ciò che si è, a ciò in cui si crede, a ciò che si prova e a ciò che si considera importante, nonostante tutto.”
Ripeteva dentro di sé il giovane spadaccino.

Il signore del Castello come sappiamo in fondo era buono.
Aveva perso fiducia in sé perché non riusciva più ad amare a causa del suo cuore che sanguinava troppo.
Lui, in altri tempi, avrebbe potuto sconfiggere Magin ma, senza fiducia in sé, non poteva più farlo.
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In quel ragazzo, che era svenuto nel suo giardino per il dolore, aveva visto qualcosa, una caratteristica segreta nascosta al mago maledetto di cui il ragazzo non ne aveva consapevolezza e che gli faceva ben sperare in lui.
Per questo motivo aiutò il giovane spadaccino a rialzarsi e fu lui stesso a consegnargli la Spada del Tempo

Ciò che aveva visto il leggendario cavaliere era ai piedi del suo castello che aveva sigillato per paura di soffrire ancora.

C’era l’orso Bibbo con le sue spalle d’acciaio, Spada il drago rosso che sapeva sputare enormi palle di fuoco, la magica regina ranocchia Azadeh capace di stupirti con i suoi prodigi, Linda, la leggendaria piratessa e il suo rancio fellone, un omino verde pieno di speranza, Dhalsim il folle psicologo indiano, Gabbo il maestro della spada, un misterioso cervo, l’uomo con gli occhi di lince, la Mortisia e altri ancora e in particolare la Strega del Tempo.

“Si”, pensava, l’uomo che aveva perso la fiducia, “questo ragazzo può sconfiggere il male, lui non è solo”.