Joy Division a tutto volume

Joy Division a tutto volume

Dal settimo libro immaginario di Alex: “2047: I giorni in cui ebbe inizio la rivoluzione”.
Capitolo: “Joy Division a tutto volume”.

Joy Division a tutto volume, è questo che si è ritrovato Marco appena rientrato la sera a casa.
“To the centre of the city in the night waiting for you!” Recitava Ian Curtis in Shadowplay e Giulia ballava nella sua stanza al buio tra le luci dello screensaver del suo computer.

Il poster dei Guns’n’Roses e dei Pearl Jam erano illuminati dal display mentre Marco bussava alla porta e Giulia non sentiva altro che la musica, non aveva voglia di ascoltare altro, allora lui aprì la porta e lei subito si spazientì.

“Non puoi bussare prima di aprire?” Disse Giulia indispettita “Ma io ho bussato! Se tu abbassassi il volume sentiresti qualcosa! Esiste anche il mondo qua fuori” Rispose Marco “Magari non ci fosse” lei pensò e poi lui concluse il discorso dicendo “Vieni in cucina che adesso mangiamo”.

Giulia accarezzò Sampei, il loro cane che nel frattempo era entrato nella sua stanza.
Lei aveva da poco finito la scuola superiore e non sapeva ancora cosa fare della sua vita, le piacevano tante cose ma non aveva ancora idea su cosa concentrarsi, era tanto arrabbiata perché il mondo non le piaceva, anzi, le piaceva tantissimo, amava la natura e gli animali e sognava di salvarli da coloro che li trattavano malissimo: gli umani.
Così a volte pensava di poter fare la veterinaria e già si vedeva a salvare le giraffe in Africa oppure di fare la geologa e studiare le montagne, le cascate, i fiordi e così via e, tra un’escursione e l’altra, ammirare paesaggi meravigliosi da togliere il fiato.
La sua rabbia però era frutto anche della quotidianità, non sopportava il fatto che uno bravo come suo fratello venisse trattato male da un paese che non conosceva più la meritocrazia.
L’ingiustizia era all’ordine del giorno.

Marco una volta era capo dell’ufficio amministrativo di un’azienda poi è stato declassato a semplice porta documenti.
Erano tempi duri a quell’epoca, a causa delle nuove leggi sul lavoro che davano la facoltà al direttore o, al proprietario di una società, di abbassare il livello di un dipendente o addirittura cambiarne la mansione a suo piacimento.

Purtroppo lui fu una delle tante vittime di questi tempi bui e dopo il demansionamento gli toccò anche l’umiliazione.
Il figlio di un amico del suo capo prese il suo posto il quale, senza vergogna, andava a chiedergli consigli perché non era all’altezza dei suoi compiti.
Marco non poteva rifiutarsi di dargli una mano, era meglio così, per non indispettire nessuno.
I diritti veri sul lavoro stavano scomparendo e il nostro porta documenti poteva essere licenziato in qualsiasi momento, viveva in un paese diverso dagli altri paesi civili del mondo, dove se perdevi il lavoro lo stato non ti aiutava in alcun modo e ritrovarlo era molto difficile.
La sua vita, in definitiva, dipendeva dall’umore ed interessi dei suoi superiori e di fatto Marco, come tanti a cui hanno tolto la dignità, non riusciva a fare progetti e a pensare al futuro e nonostante le sue capacità, si sentiva uno schiavo.

Il nostro lavoratore trovava la forza di sopportare tutto perché aveva Giulia, la sua sorellina più piccola, il suo unico pensiero felice.
Marco non voleva ammetterlo ma non era soltanto lei il suo pensiero felice ma anche Sampei, il cane che, anni prima in gita, lui e Giulia trovarono per caso che girovagava abbandonato in un paese sulle montagne e lo chiamarono Sampei perché teneva in bocca un cappello di paglia.
A Marco non piacevano molto i cani, anzi non li sopportava proprio ma quel giorno fu diverso.
Giulia vedendo questo cane impaurito e spaesato gli andò incontro e lo riempì di coccole e la bestiolina, a sua volta, cominciò a farle le feste e lei scoppiò a ridere, rideva e rideva ed era felice.
Marco era contento di sentirla sghignazzare come una matta, si perché sentire la risata di qualcuno a cui vuoi un bene smisurato ti riempi il cuore di gioia.

Un giorno come tanti la delicata serenità di questa piccola famiglia si inclinò quando Marco aprendo la porta di casa non sentiva nessun rumore, nessun Ozzy Osbourne o John Lennon o Sid Vicious o Liam Gallagher dalla stanza di sua sorella.
“Finalmente un po’ di pace” pensò Marco ma poi notò che Giulia non era in camera sua e l’armadio dei suoi vestiti era ammaccato, come se avesse ricevuto un pugno.

Cercò di capire qualcosa osservando la stanza e vide che sulla scrivania oltre al portatile che c’era il libro che Giulia stava leggendo “Destroy” di Isabella Santacroce e poi i suoi disegni: una bellissima rosa rossa su sfondo nero con sotto scritto “Violator”, la scritta Metallica, una ragazza in stile manga che però le somigliava con la didascalia: “Sid loves you”, un ragazzo in bicicletta di nome Alex e poi una un foglio bianco su cui c’era scritta una canzone che aveva scritto lei stessa.

“Voglia di alberi, sole e spensieratezza

Presa da un vortice di incertezze e precarietà
Ingiustizia e violenza sono le cose che si vedono da qui
Ragazzi pieni di speranze che danno fiducia a persone che non la meritano
Profondo sconforto dato dall’impotenza di non poter cambiare il mondo
Lo scorso secolo andava di moda la ribellione, le lotte per le libertà
Dove sono finiti tutti?
Perché non riusciamo ad essere più uniti ma tutti così alienati?
Pazzo pazzo mondo di umani maliziosi
Che sia naturale essere malvagi
In caso non so più se sono un essere umano

Voglia di alberi, sole e spensieratezza

Quando fai parte di una generazione che sembra non avere futuro
Quando tutti dovrebbero avere il diritto alla casa, al lavoro dignitoso
Quando vorresti vedere milioni di ragazzi che combattono contro la vera ingiustizia
Aggregarti a loro
Sentirti parte di qualcosa di vero che cambierà le cose
Le cose in meglio
Per le persone
Per la natura
Sentirti parte di un qualcosa
Sentirti parte del mondo insieme a tanti altri
Nonostante l’enorme diffidenza, maleducazione, prepotenza che ormai c’è in giro
E oscura tutto

Voglia di alberi, sole e spensieratezza

Quando non hai più voglia di soffrire
Ma hai ancora il coraggio di rischiare
Quando vorresti quella tenerezza che non sai più cos’è
Quando non c’è più il contatto con la natura, con la vita
Quando si perde la comunicazione con il mondo
Quando sogni i tuoi amori immaginari
Che a volte sembrano veri
E ti senti uno schifo non appena ritorni alla dura e vuota realtà
Quando ti rendi conto che ti senti sempre così, sempre allo stesso modo

Voglia di alberi, sole e spensieratezza

Quando vorresti suonare il pianoforte e svanire
Quando hai capito che le cose non stanno come pensavi
Quando hai capito con chi hai a che fare

Ma puoi sempre contare sui veri amici

Voglia di alberi, sole e spensieratezza

Il mondo è un vampiro
Pieno d’illusioni
Il mondo è un vampiro
Tutto sembra così irreale e assurdo
Il mondo è un vampiro
Ora ho aperto gli occhi
Il mondo è un vampiro
Io sarò una vampira
Il mondo è un vampiro
Agirò di conseguenza quando lo riterrò opportuno
Il mondo è un vampiro
Indemoniata ma pur sempre me stessa
Il mondo è un vampiro
Io sono un vampira”

Marco dopo aver letto quel foglio si preoccupò e chiamò Giulia al cellulare.
Forse sua sorella era arrabbiata più del solito, forse era vittima di un’altra delusione, non sapeva cosa pensare, la suoneria del suo telefono però si sentiva a pochi metri da lui, il telefono era lì.

Marco uscì di corsa in preda al panico per andare a cercarla insieme a Sampei mentre malediva tutto ciò che gli impediva di dedicare più tempo a sua sorella.

Istintivamente si diresse vero il viale dove di solito Giulia andava quando voleva stare da sola a guardare le stelle e la luna.