La farfalla magica

Il Cervo
La Farfalla Magica

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “La farfalla magica”

Mancava poco al 15 Marzo il giorno in cui accaddero quegli eventi, all’apparenza innocenti, che scossero le vite di molti.

Prima di raccontarvi di questo giorno particolare però vi parlerò di uno dei protagonisti, una farfalla, ma non una qualsiasi bensì una che aveva qualcosa di magico.

Dov’é la magia? Vi accontento subito: in base alla posizione del sole le sue ali cambiavano colore.
Andavano da un azzurro intenso come quello del mare a un verde smeraldo.

Nella sua piccola vita Lucrezia incontrò tanti esseri viventi e quasi tutti s’innamoravano di lei.
Il motivo? I suoi colori.
La sua bella compagnia illuminava quel buio che molti hanno dentro di sé.

Questa felicità però aveva un prezzo per chi la incontrava perché, prima o poi, si provava l’amarezza di vederla andare via.

Lucrezia era uno spirito libero e indipendente e non le piaceva restare per tanto tempo nello stesso luogo.
Adorava viaggiare.
L’unico posto dove le piaceva rimanere per lunghi periodi era la sua terra natia dove, in lontananza, si sentiva la melodia delle onde del mare.

“I ricordi rimangono nel cuore. Bisogna farne tesoro e saperli custodire con gioia e ironia” Così diceva a tutti coloro che salutava prima di partire.

La nostra farfalla regalava felicità ma un giorno purtroppo perse la sua.
Lucrezia s’accorse che di notte si dimenticavano di lei.
Se non c’era il sole a far splendere le sue ali colorate non era più circondata da tutte quelle attenzioni a cui era abituata il giorno.

Gli apprezzamenti e le dediche d’amore del Lupo di Pietra, del Drago Azzurro, del Principe dei Calabroni e di tanti altri, erano tutti suscitati dal suo aspetto esteriore e non da ciò che provava o dai suoi pensieri.
Nessuno le aveva mai chiesto, per esempio, dove voleva andare, cosa volesse costruire nella sua piccola vita oppure, qual’è la differenza tra una farfalla e una falena? Quanti tipi di farfalle ci sono?

Così, la consapevolezza che la sua interiorità e i suoi pensieri più profondi non trovavano un contatto con il mondo esterno la fecero sentire triste e smarrita.
Le sue ali diventarono sbiadite, belle e suggestive comunque ma di un colore scuro, non dotate più di quella lucentezza speciale che rendeva Lucrezia così attraente.
I suoi allegri viaggi in compagnia divennero dei solitari e sterili girovagare.

Una notte, mentre dormiva, le comparve in sogno una ranocchia bizzarra di nome Azadeth.
Una ranocchia con una coroncina in testa che le disse di non perdersi d’animo perché il suo malessere era qualcosa di speciale, qualcosa che le sarebbe servito per capire tante cose ed era fondamentale per la realizzazione di un disegno più importante.

Azadeth le parlò di una città chiamata Nialum dove avrebbe ritrovato la brillantezza di un tempo, una città a cui Lucrezia doveva recarsi velocemente perché al suo destino, al destino di una piccola farfalla, era legato anche quello di tanti altri compresa la Strega del Tempo che la stava aspettando.

La sua malinconia, spiegò Azadeth, era anche frutto dei poteri oscuri di Magin, un potente mago malvagio che stava espandendo un’aura di negatività negli animi di tutti gli esseri viventi del mondo.

Azadeth sottolineò che poteva comparirle nei sogni soltanto una volta così Lucrezia fece mille domande tra cui “dove posso trovare la città?” “Qual’è la via per raggiungerla?” Ma quando la ranocchia stava per rispondere la nostra farfalla si svegliò di colpo a causa del vento che si stava alzando forte.

“Come faccio a trovare Nialum adesso, non ho la minima idea di dove sia e non ho mai sentito parlare di questa città.” Pensò sconsolata Lucrezia.

Era ancora notte e nel cielo passò di colpo una stella cadente e di fronte a quella visione la farfalla intuì dove andare a chiedere aiuto.

Alle prime luci dell’alba Lucrezia prese la direzione per il paese delle Montagne Innevate dove c’era la Campana D’oro, la famosa Campana dei Desideri.