La più dolce perfezione

La più dolce perfezione

Dal nono libro immaginario di Alex “Ogni cosa illumina” Capitolo “La più dolce perfezione”

“Stop crying your heart out” (smetti di far piangere il tuo cuore) cantava Liam Gallagher degli Oasis ed era il titolo dell’unica canzone da cui Daniele si faceva dire “Hold On” (resisti) in particolare da quando fece quel folle viaggio in treno per incontrare Carlotta.

Un giorno speciale, dopo una passeggiata nel verde insieme ai suoi amici, una nuova consapevolezza prese forma dentro di lui e iniziò a vedere il mondo con occhi differenti.

Daniele voleva essere perfetto così poi si sarebbe mostrato al mondo.

Voleva il lavoro perfetto per essere indipendente per sempre.

Voleva essere perfetto a suonare per piacere a se stesso.

Voleva essere perfetto quando dipingeva così avrebbe mostrato il meglio dei suoi colori.

Voleva essere perfetto quando cucinava così avrebbe potuto invitare chiunque e fare bella figura.

Voleva essere perfetto in tutto ciò che faceva.

Quando sarebbe stato tutto perfetto poteva pensare a fare grandi progetti di vita, sarebbe partito per un bellissimo viaggio per il mondo, quando sarebbe stato lui perfetto avrebbe chiesto a quella ragazza di uscire, quando sarebbe stato tutto perfetto avrebbe cominciato a vivere, lontano dalle paure di non farcela o di non essere all’altezza.

Il momento in cui avrebbe raggiunto la perfezione, dopo decenni in cui si sottraeva dalle situazioni e dalle persone perché non si sentiva abbastanza adeguato, non arrivò mai.

Quel giorno speciale però era diverso, quel giorno aveva incontrato alcuni amici che non vedeva da tanto tempo e nessuno di loro aveva intenzione di giudicarlo per le sue imperfezioni, anzi, non essere perfetti sembrava essere normale.

Daniele ascoltò le storie dei suoi amici, storie di chi, nonostante le incertezze della vita, nonostante alcuni momenti bui è andato avanti senza demordere, chi, nonostante brutte esperienze, non si faceva piegare e non smetteva di trovare la meraviglia nelle cose, chi, nonostante si sia imbattuto in quelle persone negative che fanno di tutto per farti sentire sbagliato non smise di avere la speranza di incontrare persone belle da avere accanto e poi inaspettatamente trovarle, chi nonostante le scarse possibilità aveva vissuto significative e interessanti esperienze.

Daniele non credeva alle sue orecchie perché lui invece, nonostante le sue capacità che aveva sviluppato nel tempo e i suoi sforzi per essere una persona migliore, era rimasto allo stesso punto, aspettava e aspettava il momento o la situazione giusta per fare qualsiasi cosa.

Daniele si rese conto che la ricerca della perfezione per avere una vita gli aveva fatto perdere proprio ciò che stava cercando: la vita stessa.

Capì che l’eccessiva ansia per il pericolo era il pericolo stesso, che l’eccessiva paura non era altro che un desiderio sfrenato di vita imprigionato, imprigionato da lui stesso e ora l’avrebbe lasciato andare.

Gli amici e le belle persone esistono davvero e quella sera ne era circondato senza aver fatto nulla e non era necessario essere un pianista, un pittore, uno bravo a cucinare o chissà quale altra cosa, i suoi amici gli volevano bene comunque e comunque ci sarebbero stati per lui.

La sua nuova consapevolezza era che è bello migliorarsi, non avrebbe mai smesso di farlo perché lo faceva sentire bene, più sicuro, migliorarsi per lui era stimolante e divertente come le sfide e poi i suoi amici apprezzavano le sue caratteristiche che lo rendevano unico, come tutti poi sono unici, ma capì che le cose, le situazioni imperfette e soprattutto l’essere imperfetti sono la più dolce perfezione.