La regina Azadeh e il Grande Albero dei Miracoli

Il Cervo
La regina Azadeh e il Grande Albero dei Miracoli

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “La regina Azadeh e il Grande Albero dei Miracoli”.

In un luogo conosciuto come Le Paludi dei Miracoli viveva una bellissima fata.

“””Ma fata a chi!”””

Una bellissima creatura…

“””Sono una ranocchia, non girarci troppo intorno raccontastorie gne gne!“””

Una bellissima ranocchia…

“””Magari…“””

Una brutta ranocchia…

“””Eò! Non offendiamo!“””

Una graziosa ranocchia…

“””Bene, così va meglio.“””

Era un essere certamente fuori dal comune, spiritosa e stravagante…

“””Hehe grazie lo so.“””

Spesso sembrava parlasse da sola.

“””Eh no parlo con te, il narratore della storia.“””

Sembrava comunicasse con un’entità nobile e grande…

“””Se se…“””

Non si poteva vedere questa entità ma era infinitamente bella…

“””hahaha huhuhu hahaha!!!!“””

La ranocchia inciampò su una banana e si slogò una zampa.

“””AAAAARGH pensi di essere simpatico scrittore da quattro monete?“””

Il nome di questa esilarante ranocchia era…

“””Azadeh! Dai dai mi piace.“””

Eureclide…

“””Che?? Ma che razza di nome è?“””

Zebeide…

“””Mi rifiuto!“””

Peleide…

“””Vuoi dire addio alla tua dita?“””

Azadeh…

“””Ecco ci siamo…“””

Azadeh era famosa per la sua straordinaria vitalità ed allegria e nel tempo si circondò di tanti amici dalle singolari caratteristiche come gli omini colorati, gli omini delle vocali, lupi giallorossi, draghi, orsi col cappello, i silenziosi viaggiatori del tempo, un cervo e tanti altri.

“””Un cervo? Non ricordo…“””

Le Paludi dei Miracoli invece erano delle paludi…

“””Le paludi erano paludi? Ma dai?“””

Le paludi una volta erano un bellissimo bosco incantato ed era chiamato Il Bosco Miracoloso, un luogo dove molti venivano anche dalle parti più lontane del mondo per ricevere un oggetto magico o un prodigio sotto la saggia supervisione della regina.

Tante ingiustizie e mali furono sconfitti grazie ai poteri degli abitanti del Bosco Miracoloso che, purtroppo, pian piano si tramutò in tante paludi fangose e la nostra Azadeh, dall’affascinante nobile donna che era, si trasformò in una ranocchia.

“””Niente di meglio eh, una ranocchia! Un pochino più originale no?“””

Come sappiamo qualcosa di brutto era successo negli ultimi tempi e pochi ne erano a conoscenza.
Tanti dei paesaggi e dei posti incantevoli del mondo stavano iniziando a marcire a causa dell’aura negativa di un potente mago malvagio.
Azadeh sofferente per l’avanzamento dell’oscurità promise a se stessa che avrebbe fatto di tutto per combatterla.
La nostra impavida regina chiese aiuto alla sua grande amica, la Strega del Tempo, ed insieme, organizzarono una riunione segreta con i loro più potenti e fedeli amici dalle straordinarie abilità magiche.

A pochi giorni dal grande evento la regina allenava i suoi poteri…

“Creatis Dragus!!!” urlò Azadet con l’intento di materializzare un drago d’oro.
“Oink oink!” fu il verso della creatura che si materializzò davanti a sé.
“E’ riuscita mia signora?” domandò Costanza, la tigre consigliera.
“Secondo te un drago fa oink oink?” Domandò la regina.
Azadeh ormai era diventata una pivella…

“””Pivello ci sarai tu narratore delle mie zampe!“””

“In effetti mia signora, quel coso ha le vaghe sembianze di un maialino” affermò Costanza.
“Vaghe? Eh? Vaghe?” Fece con sarcasmo Azadeh con un tono misto tra quello di una vecchia signora di 900 anni decrepita e quello di una scimmia dispettosa che ti frega la banana.
“Provo a concentrarmi di più” esclamò Azadeh con determinazione e la consigliera annuì.
“Creatis Dragus!!!”
“Bèèè bèèè bèèè.”
“Una pecora” mormorò sconsolata Azadeh dirigendo lo sguardo verso il basso.
“Signora non si abbatta, una pecora è meglio di un drago. La sua lana può servire contro il freddo! La magia è più che riuscita!” disse Costanza per consolare la Regina.

Azadeh: “I miei poteri stanno diventando sempre più deboli. Nessuno mi chiamerà più la regina dei miracoli.”
Costanza: “Non si preoccupi sua maestà, la Strega del Tempo ha inviato gli eletti, presto arriveranno”

Il grande giorno arrivò, erano le dieci del mattino del 23 novembre, la regina Azadeh avrebbe incontrato gli eletti inviati dalla Strega del Tempo anche lei per la prima volta insieme a tutti i presenti.
La nostra ranocchia riposava sul suo letto…

“””Letto? Ormai sono una ranocchia, non dormo più sui letti, scrittore imbranato!“””

…riposava sulla sua foglia preferita e fu di colpo svegliata dalla sua consigliera.

Costanza: “Sua maestà!”.
Azadet: “Si?”.
Costanza: “Sono arrivati gli eletti! “.
Azadet: “Bene!”
Costanza: “La Strega del Tempo oggi non ci sarà per non attirare l’attenzione, così mi ha incaricato di riferire”
Azadeh: “Capisco, allora avverti tutti gli amici del Bosco Miracoloso e portali davanti al Grande Albero dei Miracoli”.
Costanza: “Si sua ranocchiosità”

Il Grande Albero dei Miracoli era l’unico albero rimasto in piedi e in forze nelle Paludi dei Miracoli.
Leggenda narra che la forza vitale e speciale di questo albero era la fonte di ogni prodigio del Bosco Miracoloso e di conseguenza anche delle paludi ma, questa, è un’altra storia.

Quando si radunarono tutti gli amici di Azadeh davanti al grande albero, la regina si posò su una foglia sotto di esso e, vicina a lei, si sedette la sua tigre consigliera.

Azadeh si schiarì la voce e tuonò le seguenti parole:

“Miei amici
Benvenuti
Questa è la mia terra
Dove ci sono le persone che contano
Fate e gnomi
Messaggeri e cavalieri
Demoni e angeli caduti
Benvenuti nel mio mondo
Coraggio ed allegria
Volete farne parte?
Hey amici, desidero che siate tutti qui con me
E più siete e più sono contenta
Anche se a volte non sono come la maionese
I colpi al cuore lasciamoli da parte
Delusioni e rassegnazione
Vi spiace se mi ribello?
Forse ho un brutto carattere
Ma voglio combattere
Venite con me?
Emozionata dai suoni
Sentirmi libera
Orgogliosa di volare grazie alla vostra magia e alle vostre braccia
Gloriosa di sentire e vedere che siete qui
Per me e con me
Nel mondo pochi ancora credono alla magia
E’ ora di entrare in azione
Ci basterà solo uno dei nostri prodigi!
Non uno qualsiasi ma il più importante di tutti!
Liberare la Dea della Magia!“.

Si sentirono voci spaventate e sorprese, la folla si agitò.
Liberare la Dea della Magia non era una cosa semplice come far comparire o scomparire oggetti, riempire d’acqua un fiume essiccato o far crescere fiori nel deserto, queste son cose banali.
Liberare la Dea era un’impresa ardua e anche molto pericolosa perché significava andare apertamente contro Magin, il potente mago maledetto che l’aveva imprigionata, chissà come e chissà perché.
Inoltre significava anche combattere tutti i suoi seguaci, ovvero le anime ormai corrotte dall’aura negativa del mago malvagio che erano diventate bugiarde, ipocrite e vigliacche.

I seguaci di Magin si nascondevano, nessuno era in grado di riconoscerli a parte “Coloro che vedono ciò che altri non vedono”.
I fedeli del mago maledetto erano molto abili nel mischiarsi fra le anime non ancora corrotte, ecco il motivo di tanta segretezza per l’evento e l’invito a solo le persone più fidate.

Gli amici di Azadeh erano molto turbati e brontolavano a voce alta e la regina di fronte a tanto sconcerto intervenne “Silenzio! Non siamo soli, la Strega del Tempo ci ha inviato coloro che compieranno delle missioni segrete e poi, miei cari amici, saremo in grado di sconfiggere il mago grazie alla Spada del Tempo! Ora fate avvicinare qui sotto al grande albero coloro per cui riporremo tutta la nostra fiducia e le nostre speranze!”

Sotto gli occhi curiosi di tutti, compresi quelli di Azadeh, si presentarono una donna elegante con sguardo fiero detta “La Mortisia”, un omino tutto verde di nome “Managrù”, la piratessa “Linda” con dei baffi finti, un indiano “Dhalsim” che camminava al contrario e buttava a terra bruscolini.

“””Hem, scrittore caro… ma che cavolo di personaggi sono questi?“””

La ranocchia era perplessa ma non fece troppe domande.
Senza perdere altro tempo Azadeh chiese agli eletti: “Siete pronti per compiere le vostre missioni?“
“Sì“ risposero loro in coro.
“Bene, ad ognuno di voi sarà consegnata una lettera dove ci sono tutti i dettagli delle vostre missioni, quando le avrete portati a termine ritornerete qui. Buona fortuna!“ Concluse Azadeh.

Gli amici delle paludi, eccetto un gigante ramarro in penombra, salutarono con entusiasmo e col cuore colmo di speranza gli eletti mentre si avviavano ognuno per la sua strada.

Mentre la folla si sparpagliava Costanza raccolse il biglietto che cascò dalle tasche dall’indiano che, mentre andava via, invece di camminare come tutti faceva le capriole, e lo lesse alla regina.

“Ovunque ti trovi fai subito cinque capriole oppure tre mascalzonate oppure sette loffie.“
(Il cervo)

Costanza: “Per fortuna ha scelto la prima…“
Azadeh: “Dovremmo sentirci fortunati…”
Costanza: “Mia regina ma secondo voi… questi eletti… riusciranno a compiere le missioni?“
Azadeh: “Ci vorrebbe un miracolo…“