Nia, La Strega del Tempo

Il Cervo
Nia, La Strega Del Tempo

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “Nia, La Strega del Tempo”.

Azadeh e i suoi compagni arrivarono di notte a Nialum di cui, da lontano, si poteva scorgere la sua brillante luce blu che l’avvolgeva.

Il drago rosso, sotto indicazione della regina, si diresse verso una casetta mal ridotta.

Un fulmine nero colse di sorpresa Spada che, per evitarlo, si sbilanciò e la ranocchia cadde giù.

Con spettacolari mosse degne di un drago Spada riprese Azadeh sul su groppone e poi atterrò soave vicino alla casetta sgangherata.

Gli eletti scesero uno per uno da Spada, erano finalmente arrivati davanti alla casa della famosa strega.

Azadeh bussò alla porta d’ingresso due volte, poi tre volte e poi le diede un calcio ed essa si aprì e, sotto lo stupore di tutti, apparì piano piano una luce dorata.

Uno per volta i nostri eletti entrarono compreso il drago rosso per cui la porta si ingrandì e si allargò.
Una volta entrati tutti la porta si richiuse di botto.

Nonostante fuori fosse notte, dentro la casa della Strega del Tempo era pieno giorno e quello che videro i nostri non erano stanze ma un grandissimo giardino degno di un re, con viali, alberi, fontane, viuzze, cascate, colline, ponti sui fiumi d’argento e un grandissimo castello d’avorio.

C’erano aquile che giocavano a carte,polipi che correvano su e giù per le cascate, marmotte che danzavano in circolo insieme a sirene, piante che passeggiavano e mentre i nostri eletti si guardavano intorno curiosi, si avvicinò Linda la piratessa sulla sua barchetta sorretta dall’acqua che galleggiava nell’aria.

“Aloah!” Disse a gran voce la piratessa mentre si toglieva i baffi finti dorati che sostituì con una barba finta rossa “Finalmente siete arrivati!”

Il nostro omino verde di colpo diventò tutto rosso perché aveva un debole per Linda, cambiava colore ogni volta che la vedeva.

Azadeh saltò sull’acqua che galleggiava in aria e poi ci nuotò dentro e poi saltò sulla barchetta di Linda.

“Ci siamo” disse Azadeh “possiamo andare dalla Strega del Tempo”

“Lei è dentro il castello giù in fondo giusto?” Domandò Crono.
“Sbagliato!” Disse l’uomo con la testa di lince che comparve all’improvviso alle spalle di Crono facendolo sobbalzare per lo spavento.
“Chi sei tu” chiese la Mortisia “Mi chiamo Max e sono il re del castello” rispose l’uomo.
Crono: “Ti sembra normale apparire così ? Mi hai fatto prendere un colpo!
Max: “Sono stato incaricato dalla Strega Del Tempo di insegnarti a stare tranquillo”.
Crono “Non mi pare tu ci stia riuscendo!”
Max: “La mia è tecnica ragazzo, se vuoi affrontare il pericoloso mago devi imparare la sacra tecnica dello stare tranquillo”
Crono: “E in cosa consiste?”
Max: “Niente, devi stare tranquillo”

Linda: “Mentre Max addestrerà Crono voi altri potrete fare un giro, ci vediamo tra due ore in quella vecchia casetta sulla collina! A dopo”.

Linda alzò la spada verso la collina e la sua barchetta si mosse in quella direzione mentre Managrù, l’omino verde, diventato rosso, cambiò di nuovo colore in blu e si lanciò sulle acque che sorreggevano la barchetta.

Dhalsim incrociò le gambe e iniziò a fluttuare avvicinandosi ad un cervo Sommelier.

Bibbo, vedendo Spada impegnato a vantarsi delle sue magnifiche palle infuocate con una draghessa blu, andò a curiosare al fiume d’argento alla ricerca di qualche gambero alato di cui cibarsi.

La Mortisia approfittò per provare la sua bicicletta antigravità.

Dopo le due ore pattuite, gli eletti si riunirono tutti sulla collinetta vicino al castello.

La porta della casetta della Strega del Tempo sorrideva e fece un inchino di fronte alla nostra regina Azadeh, poi si sdraiò e lasciò passare i nostri eroi.

Nia, una delle più potenti streghe del mondo, che aveva organizzato le missioni dei suoi eletti per sconfiggere il cattivo Magin, accolse i suoi amici con un elegante inchino.

Aveva un lungo cappello avvolto da nuvole al sapore di frutti di bosco e il mantello del tempo di cui non si vedeva la fine.
Il suo vestito cambiava aspetto e colori a seconda della stagione.
La sua bacchetta magica era fatta di un pezzo dell’albero più vecchio e magico del mondo.

Nia: Buongiorno! Venite avanti, non abbiate timore. Venite nel mio soggiorno e sedetivi al mio tavolo”.

Bibbo: “Buon giorno? Siamo entrati che era notte!”

Nia: “È vero avete ragione, rimedio subito per mettervi a vostro agio”

Il sole allungò le zampe, corse verso la luna a cui fece l’occhiolino e poi si nascose dietro il castello d’avorio e di colpo il giorno fece spazio alla notte, con la luna grande e danzante con tanto di stelle sghignazzanti.

“Ora si va meglio” disse Dhalsim che, durante le due ore in giro per il giardino, si era ricoperto di stelle marine.

Gli eletti si sedettero al tavolo tondo di legno, al centro del grande soggiorno, ad eccezione di Spada che purtroppo non poté entrare a causa della sua stazza.

Il tavolo era pieno di leccornie da mangiare preparate apposta per rifocillare i nostri viaggiatori.
Torte alle fragoline, sette tipi di thé, cioccolata calda, fondute al cioccolato bianco del Tucano, cioccolato alle rose, cinque tipi di miele spalmati su quattro tipi di formaggio, tartine, fave giganti, funghi con i baffi e tante altre cose.
Bibbo: “Il paradiso…”.
Nia:”Immagino siate stanchi del viaggio.”
Crono: “Stanco? Stanco chi, io mangio tutto”.
Dhalsim: “No no, io sono a dieta”.
Azadet: “Non sei molto credibile Dhalsim con quella torta alle fragole fra i denti”.
Managrù: “Ci siamo tutti?”.
Bibbo: “No veramente manca…”.
Dei tonfi si sentirono fuori della casa e un grande frastuono di vetri che si sbriciolavano.
“AAAAAH!!!” Urlò Azadeh
Un colpo improvviso fracassò una delle finestre della casa di Nia e la regina ranocchia cadde a terra spaventata.
Crono: “Ma che cavolo fai!”
Spada: “Eh io non c’entro qui”
Linda: “Ma non sei mica un cervo”
Spada: “No è che non entravo dalla porta, non si è voluta allargare per me, dice che ho importunato la sua amica draghessa e allora sono entrato con la testa dalla finestra”
Azadeh: “Screanzato, se ce lo dicevi l’aprivamo la finestra! C’era bisogno di distruggerla? Chiedi scusa alla strega!”.
Nia: “Ma no, non fa niente, mi basteranno due gesti di bacchetta per ricostruirla. Magari la farò ricostruire più bella di prima, ci voleva proprio un tocco di novità nella mia casa. Grazie drago, hai stimolato la mia fantasia”.
“Prego” Disse Spada sorridendo a 68 denti alla ranocchia con tono di sfida mentre lei lo guardava serissima.
Crono:”Grande strega abbiamo con noi la Spada del Tempo”
Nia: “Siete stati bravissimi, sapevo che potevo contare su di voi”.
Dhalsim: “Ma la Lampada della Mezzanotte chi ce l’ha?”.
Mortisia: “Purtroppo nessuno lo sa”.
Bibbo: “Allora adesso cosa facciamo”.
Nia: “Un momento, allora non vi fidate di me! Io so dov’è la lampada, é in un posto sicuro.”
Crono: “Davvero? Oh strega, dove possiamo trovarla?”.
Nia: “Ce l’ha un gatto”.
Azadeh: “Un gatto? odio i gatti…”
Nia: “Di giorno è umano ma di notte si trasforma in un gatto nero.”
Azadeh: “Pure, pure nero è”
Crono: “Chi è costui?”.
Nia: “Vive non lontano da qui, si chiama Martin e ora è con Lucrezia”
Linda: “Qualcosa mi dice che Martin e Magin sono in qualche modo collegati fra loro”
Nia: “Si, acuta come sempre mia cara piratessa, in realtà un tempo erano un’unica persona…”