La temibile Montagna della Volpe

La Temibile Montagna Della Volpe

Dal decimo libro immaginario di Alex: “Il favoloso viaggio di Vittorio”.
Capitolo: “La temibile Montagna della Volpe”

Vittorio si lanciò nel vuoto.
Era stanco della routine, stanco di stare in un posto che non gli piaceva, stanco di stare vicino a persone che non stimava, voleva dare uno scossone alla sua vita, uscire dall’incubo ed osare.

Non gli importava dei giudizi delle persone, non voleva saperne delle normali linee che la società imponeva, voleva essere felice.

Il giorno in cui saltò fuori dal cerchio si sentì vivo, libero e leggero e non si sentiva così da tanto, troppo tempo.
Dopo un periodo di riflessione, affrontò mille ostacoli prima di arrivare ai piedi della temibile Montagna della Volpe su cui aveva scelto di arrivare in cima.

“Voglio farcela! Voglio farcela!” Erano i suoi unici pensieri.
Desiderava fortemente realizzare i suoi sogni, arrivare ai suoi obiettivi grazie alle sue forze.

La cima della Montagna della Volpe era difficile da raggiungere ma di fronte alle paure rispose con il coraggio, si adattò alle situazioni per lui assolutamente non piacevoli, non si lasciò abbattere, resistette stringendo i denti alle difficoltà sentendo spesso il peso di cento macigni sulla schiena e cento macigni sullo stomaco.

Poi quel giorno arrivò.
Dopo tanti sforzi Vittorio era sulla vetta della montagna.
Era felice, un imponente sensazione di gioia e appagamento esplose dentro di lui.
Dimostrò a sé stesso che di fronte alle difficoltà lui poteva farcela.
Si sentì esattamente come voleva essere.

Per un attimo pensò alle cattiverie di chi ha provato a mettergli i bastoni tra le ruote, di chi l’ha offeso o sminuito mentre lui combatteva per la sua battaglia e promise di non dare più importanza alle persone negative o malvagie che fanno di tutto per scalfirti.
Non c’è cosa più deludente di donare il tempo alle persone sbagliate soprattutto se le credevi amiche.

Poco dopo pensò invece alle persone che non vedeva l’ora di rincontrare e condividere con loro la sua felicità ed erano le persone che invece lo sostennero, che non lo giudicarono, che erano contenti dei suoi successi e gli diedero comprensione e conforto nei momenti bui in cui credeva di non farcela.

Non vedeva l’ora di rivedere chi affrontò insieme a lui grandi ostacoli, aiutandosi a vicenda, tirandosi su quando l’altro cadeva, cose che se non le vivi non puoi capirne il valore.

Da quella altezza ammirò il paesaggio meraviglioso intorno a lui e lo contemplò per ore e quando scese diede un ultimo sguardo alla montagna e pensò “io sono stato lassù”.

Vittorio sapeva che le battaglie non erano finite, aveva ancora tanti obiettivi da raggiungere e ancora tanta paura da trasformare in coraggio, ma in quel momento era contento, era sicuro di sé perché aveva imparato tanto dalle avversità e dalle persone che aveva incontrato lungo il suo cammino ma sopratutto sentiva di aver compiuto qualcosa e di aver resistito fino alla fine per realizzarla senza mai arrendersi.

Era orgoglioso di sé.

Non esistono sogni che non valgono la pena di essere inseguiti.