Linda e Il Rancio Fellone

Il Cervo
Linda E Il Rancio Fellone

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “Linda e Il Rancio Fellone”.

“Voglio diventare grande!” urlava il granchio, non ne poteva più di quei marmocchi umani che, per divertimento, andavano a caccia di lui ed i suoi simili fra gli scogli delle spiagge.
I bambini, dopo aver catturato i granchi, li uccidevano o li torturavano mettendoli dentro bottiglie di plastica.
Il nostro amico granchio, conosciuto come “Rancio Fellone”, di fronte all’ennesima ondata di mocciosi umani, si rifugiò vicino ai piedi immersi nell’acqua di una ragazza che contemplava il mare, seduta su uno piccolo scoglio.
Un po’ di solletico sentì Linda ed inizialmente non ci fece tanto caso ma la seconda volta che sentì qualcosa toccare i suoi piedi abbassò lo sguardo e gridò “oh cacchio un granchio! Non hai intenzione di pizzicarmi vero? Che ci fai lì sotto?”
“Fuggo dagli umani!” rispose il granchio.
“Non preoccuparti, ti proteggo io, qui non verranno e anche se fosse se la vedranno con me!”
I bambini pestiferi non si avvicinarono a Linda e il nostro granchio fu salvo, buttò fuori tutta l’aria che aveva in corpo popolando l’acqua di mille bollicine, dopodichè si arrampicò fin sull’avambraccio di Linda, si presentò con un inchino elegantissimo e la ringraziò.
“Haha ho preso un granchio!” disse ridendo la ragazza.
“Modi di dire umani! Non siamo uno sbaglio noi granchi! Solo a chi ci cattura e ci fa del male succedono cose brutte mentre a chi ci salva succedono cose belle!”
Una forte esplosione seguita da una pioggia di piccole meteore fece sobbalzare Linda e il granchio cadde nell’acqua.
“Che succede! Son queste le cose belle di cui parli? Per poco non ci cadevano addosso tutte quelle rocce!” esclamò Linda mentre il granchio scappò via e lei lo inseguì.
“Dove vai! Aspetta! Non scappare!” Rancio Fellone correva via e si rifugiò in una grotta, la quale, portava a un’insenatura della costa poco frequentata dove c’era una grande nave arenata.
Linda si avvicinò alla barca incuriosita e salì su.
La ciurma purtroppo non ce l’aveva fatta, erano tutti morti.
Linda fu attratta da una piccola roccia integra e ancora fumante.
“Non la toccare” disse una voce sofferente “Sono rocce di Luna, sono ancora incandescenti e possono avere un effetto imprevedibile per chi le tocca”.
Linda si avvicinò a quella voce che apparteneva al capitano della nave ferito e in fin di vita.
“Chi sei tu e cosa è successo?” Chiese Linda.
“Sono il pirata Roberts e questa è la Nave D’oro Dei Mari e ho provato, ho provato a combattere gli alieni polpi ma erano troppo forti, nonostante i miei poteri non sono riuscito a sconfiggere le loro astronavi dotate di tentacoli enormi… hanno lanciato la luna verso di noi… ho dovuto distruggerla per evitare una catastrofe…. tieni… prendi questa…”
Il pirata, sotto lo stupore di Linda, le consegnò una spada.
“…è la spada con cui si governa la nave… prendila tu… tu puoi… sì, lo sento… tu puoi usarla…”
“Io? Ma io non sono un pirata!” disse Linda.
Il famoso pirata Roberts non parlò più e chiuse gli occhi.
La barba rossa del pirata tentò di appiccicarsi sul viso di Linda che però la schivò e la peluria, offesa, si mise sul bordo della barca, fece il broncio e mise i peli conserti.

“Riposa in pace, tu sei un eroe” disse piano Linda che poi si alzò e guardò perplessa questa spada mal ridotta, fece un giro sulla nave dal colore grigio e sbiadito.
“Toc Toc”
“Belle queste pietruzze!” Disse il granchio che aveva seguito Linda sulla nave.
“No! Fermo! Non toccare quelle rocce, il pirata ha detto che…”
Improvvisamente il granchio grande dieci centimetri cominciò a diventare più grande e sempre più grande fino a diventare un enorme bestia granchiosa da dieci metri con delle chele possenti e massicce.
“Te l’avevo detto di non toccarle!” Esclamò Linda guardando la bestia dal basso verso l’alto adesso.
“Beh, non è che mi dispiaccia! Sono diventato grande!!! Hahaha! ” urlò con il suo nuovo vocione tuonante Rancio Fellone che ora era felicissimo e saltellava come un matto scuotendo la nave a destra e a sinistra.

“Hey voi lassù scendete!” Gridò una voce.
Linda si affacciò dalla grande barca e vide sulla riva una donna vestita da principessa e una tigre seria e minacciosa.
Azadeh non si era ancora tramutata in ranocchia a causa delle energie negative di Magin ed era ancora un’affascinante ed elegante donna.
“Perchè mai dovremmo scendere?” Rispose Linda.
“Sono la principessa Azadeh, custode dei prodigi della natura, dovete scendere da quella nave e posare quella spada!”
“Il pirata Roberts l’ha donata a me!” Ribatté la ragazza.
“Non essere sciocca!” disse insistendo Azadeh “Non è possibile, egli darebbe la spada solo a chi ha il potere delle stelle danzanti, solo chi ha questo potere può maneggiarla!
Quindi devi portarla a me in modo che io possa consegnarla a chi ne ha diritto”

Linda sentì qualcosa dentro di sé, una forte energia che sembrava essere lì da tanto tempo, sopita e mai utilizzata, d’istinto alzò la spada verso il cielo e gridò con tutta la sua forza “No! Io sono la nuova piratessa dei mari! Salverò il mondo dai nemici e riporterò la luna dove stava prima e dove sempre starà!”
La nave si rimise su dritta e tornò ad essere dorata e pian piano fu sollevata dall’acqua che iniziò a galleggiare nell’aria.
L’acqua fluttuante sollevò la nave e la spada del pirata Roberts era sempre più luminosa.

Con un altro gesto la neo piratessa puntò la spada in direzione delle astronavi dei mostruosi alieni polpi e la nave si mosse in direzione di essi.

Linda, quando fu vicina agli alieni, indirizzò la sua lama verso gli scogli che si sollevarono da terra e con un altro gesto furono scagliati contro le astronavi ma esse non furono scalfite.
I mostruosi polpi alieni sghignazzavano divertiti sicuri della loro forza però non immaginavano che l’intento di Linda non era quello di colpirli con gli scogli ma di creare una spiaggia volante nel cielo.
Una volta creata la spiaggia la piratessa fece l’occhiolino a Rancio Fellone che cominciò a saltare da uno scoglio all’altro tagliando con le sue enormi chele i tentacoli delle astronavi facendole esplodere una ad una.

Linda e il granchio sconfissero gli alieni.

La piratessa tornò giù da Azadeh e le promise che avrebbe ritrovato tutti i pezzi di luna.
A quel punto la principessa dei prodigi non poté fare altro che crederle e lasciarla fare.

Qualche tempo dopo Linda e Rancio Fellone fecero visita ai bambini pestiferi solo che questa volta fu il granchio a terrorizzare i bambini e si fece promettere da loro che non avrebbero più maltrattato i suoi amici granchi.

Il giorno in cui ci sarebbe dovuta essere la luna piena invece la piratessa organizzò una festa sulla sua nave dorata.
C’erano mille bottiglie di rum e infinite leccornie luccicanti.
Durante la festa promise che chiunque le avrebbe portato un pezzo di luna avrebbe potuto far parte della sua ciurma.

Molti, entusiasti dell’idea di far parte della Nave D’oro Dei Mari, andarono in giro per il mondo alla ricerca dei pezzi di luna e li portarono a Linda.
C’è chi tornò dalla ricerca un po’ più grasso, chi un po’ più lungo, chi un po’ più cervo, chi con i baffi all’insù, chi un po’ più verde ed altre stranezze a causa delle imprevedibili reazioni che si aveva toccando le pietre di luna.

La piratessa ricostruì il satellite terrestrre anche se con qualche peluria di troppo, che ogni tanto ancora scorrazza, di qua e di là, in onore del famoso pirata Roberts.

Oggi tutti sanno che la luna è al sicuro perché c’è la leggendaria piratessa, la ragazza con i poteri delle stelle danzanti che la protegge.

Tornando ai giorni bui in cui un potentissimo mago voleva distruggere il mondo…

Strega Del Tempo: “È una notte luminosa”
Azadeh: “Si, la vedi?”
Strega Del Tempo: “Si nota chiaramente la sagoma mentre passa davanti alla luna, il granchio zompetta e la sua ciurma di pirati festeggia”
Strega Del Tempo: “Dobbiamo contattarla”
Azadeh: “Si, ci serve il suo aiuto…”