Lo scontro finale.

Il Cervo
Lo Scontro Finale

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”,  Capitolo: “Lo scontro finale”.

La Mortisia fu la prima ad alzarsi e pensò di dare la buona sveglia a tutti ma fu anticipata dalle grida di qualcuno fuori la casa della Strega.

I nostri eroi si alzarono di colpo e quando uscirono fuori, trovarono purtroppo una brutta scena, c’era un uomo pieno di ferite sdraiato a terra e con lui una ragazza che piangeva disperata.

“Martin !” Gridò la strega del tempo “Martin, svegliati! Che ti hanno fatto”.
“Sciocco, poteva lasciarmi la lampada senza fare storie” Disse una figura maligna.

Dhalsim: “Ma lui è…”.
Nia: “Magin…”.
Mortisia: “Il il re del vuoto, dell’oscurità”.
Managrù: “E’ inquietante il suo aspetto.”.
Linda: “Dove si avvicina lui c’è solo disperazione”.
Bibbo: “Insomma, siamo in una botte de fero”.
Spada: “Ti pare il momento di fare lo spiritoso?”.
Bibbo: “Perché non gli spari una bella palla di fuoco? “.
Mortisia: “No! Non farlo!”.
Il drago lanciò la sua palla di fuoco verso Magin ma con una mano il mago la risucchiò senza problemi.
Magin:”Cosa pensavi di fare drago senza cervello, le vostre armi non possono farmi nulla”.
Magin non subì nemmeno un graffio e contrattaccò lanciando i suoi fulmini neri.

Crono ne fu colpito per primo e fu sobbalzato indietro cadendo a terra.
“Com’è possibile… cosa succede… perché ….” Il piccolo eroe cadde in preda alla disperazione e perse tutto il suo coraggio.
Magin non si fermò e attaccò con la sua magia tutti gli eletti che furono avvolti da un’aurea maligna che pian piano li corruppe nell’animo.
L’omino verde perse ogni speranza, Bibbo e Spada caddero in preda al panico, la Mortisia non riusciva più a ragionare, Linda perse conoscenza, la Strega del Tempo non era in grado di usare nessuno di tutti i suoi oggetti magici e Azadeh non riusciva a compiere nessuno dei suoi piccoli prodigi.
I nostri eroi erano quasi in fin di vita.

“Martin!” gridò Lucrezia “Martin!”
Martin risvegliatosi, anche se con forze residue, fece da scudo a Lucrezia.
“Non preoccuparti, ti proteggerò fino alla fine, al costo della mia stessa vita” Disse ad alta voce Martin e stranamente pochi secondi dopo i raggi malefici del mago svanirono.
Magin aveva gli occhi spalancati e assorti e per qualche attimo rimase immobile, tanto abbastanza per far sì che Crono riprendesse energie, egli si rialzò in piedi e si posizionò faccia a faccia con il mago malvagio.
I due si fissavano negli occhi in silenzio mentre Azadeh e Nia, riacquistata lucidità, corsero ad aiutare gli altri.

“Cosa pensi di fare insetto?” disse Magin.
Gli occhi del mago s’incendiarono di rabbia e di odio.
“Dai Managrù, facciamo il tifo per Crono!” Disse Dhalsim all’omino verde.
“Si Crono, siamo certi che ce la farai” gridò l’omino verde della speranza.
“Daje Crono sei tutti noi!” Urlò Bibbo
“Forza Roma!” Gridò Spada.
“Hey!” urlò Azadeh “Ma è arrivato anche il cervo!”

“Stai attento Crono, Magin non è un avversario come tutti gli altri” Gridò Gabbo lo spadaccino , colui che lo aveva addestrato ed era giunto proprio in quel momento.
Magin impugnò la sua spada dando inizio al combattimento, un duello all’ultimo sangue che avrebbe deciso le sorti del mondo.

Crono aveva in mente tutte le tecniche che le aveva insegnato Linda, la Mortisia, Gabbo lo spadaccino e Max l’uomo con la testa da lince.
Magin attaccò per primo.
Le spade dei due si scontrarono con violenza emanando scintille ad ogni contatto.
Un colpo, due colpi, tre colpi, nessuno dei due cedeva e si faceva sorprendere.
Tecniche di scherma da maestri finché Magin balzò metri indietro e lanciò una sfera d‘energia nera verso Crono.
“Questo è scorretto!” Urlò lo spadaccino mentre Magin rideva a squarciagola.
Quando la sfera nera sembrava per colpire Crono un enorme palla di fuoco la intercettò e seguì un’esplosione.

Crono sorrise a Spada che gli faceva l’occhiolino.

Il mago non risé più e con furia tornò all’attacco con la sua spada.
Crono sbadatamente inciampò su un masso e cadde a terra.
“Muori, pidocchio!” Urlò Magin intento a infilzare Crono ma fu colpito alla spalla dal fucile della Mortisia e subito dopo fu spintonato via da una spallata fortissima dell’orso Bibbo.
Magin urlò dal dolore ma le ferite inflitte dalla Mortisia e da Bibbo si rimarginarono subito.
Crono e Magin tornarono al loro scontro all’ultimo sangue.
Di nuovo un colpo, due colpi di spada e ancora un salto indietro per riprendersi.
Un secondo due secondi e di nuovo le spade s’incrociarono con violenza.
“Perché…” pensava Crono mentre muoveva la sua spada “Perché a volte il suo sguardo cambia e sembra così profondamente triste”.
“Che ti succede zombie, non hai più forze?” Disse Magin che sfoderò un colpo fortissimo contro Crono che questi parò con maestria.
“Non ce la faccio più, è impossibile colpirlo. E’ troppo forte” Pensò sconsolato Crono.
Magin si girò verso il gatto per qualche attimo e poi di nuovo verso Crono impugnando la spada dell’odio verso di lui: “Mi stai annoiando piccolo animale! Ora preparati perché attaccherò talmente veloce che di te non ne rimarrà niente!”.
Il mago con uno scatto d’ira impetuosa si avventò su Crono il quale per un attimo si girò verso i suoi compagni che lo guardavano sorridenti e fiduciosi.
Spada: “Dai Crono! Distruggilo!”
Mortisia:”Concentrati e ce la farai! Ne sono certa!”
Linda: “Non mollare, hai tutte le forze per sconfiggerlo!”
Bibbo:”Dai che poi se annamo a fa ‘na scorpacciata de sushi!”
Omino Verde:”Sei la nostra speranza”.
Dhalsim:”Colpiscilo senza esitare, serio!”.
Martin:”Vai cavaliere! Ricordati che hai la Spada del Tempo nelle tue mani!”

Crono si scaraventò verso Magin, i due saltarono uno verso l’altro e le loro spade s’incrociarono dando luogo a un’altra esplosione, un vortice di luce e oscurità in cui i due combattenti ne erano il centro.
Crono spingeva la sua spada contro quella di Magin e Magin contro quelle di Crono.
I due si guardavano fisso negli occhi cercando un solo piccolo momento di esitazione o debolezza dell’altro.
Secondi, secondi di furore che sembravano essere lunghe ore.
Magin guardò per qualche attimo gli eletti e mostrò di nuovo quegli occhi diversi e stranamente malinconici.
Fu allora che Crono approfittò dell’abbassamento di forze di Magin ed egli fu colpito dalla Spada del Tempo trapassandolo da parte a parte.
Il Mago cadde a terra sdraiato a pancia in sù e Crono impugnò la spada per il colpo di grazia anche se aveva la sensazione di non essere stato mai attaccato pienamente da Magin.
“Fermati!” Urlò Martin.

Gli eletti si raccolsero intorno al mago in fin di vita.
Magin: “Sei cresciuto piccolo gatto”
Martin: “Si…”.
Magin: “Ora ti fai chiamare Martin.”
Martin: “Cosa è successo”
Magin: “Qualcosa è scattato dentro di me una volta che mi sono avvicinato a te. Tu sai che sei una parte di me e ho percepito le tue sensazioni. Mi sono ricordato di qualcosa che avevo dimenticato appena hai pronunciato quelle parole, mentre proteggevi Lucrezia dai miei fulmini neri“.
Martin: “Perché hai continuato ad attaccarci allora?”.
Magin: “Vi ho osservato. Ho voluto vedere con i miei occhi cosa significa avere degli amici, è stato bello sai. Se non posso avere la felicità… ho voluto almeno vederla accanto a me”.
Martin: “Ti sei lasciato sconfiggere di proposito, non é così?”
Magin: “…”
Martin:”Magin…”
Crono: “Scusate se vi interrompo, possiamo usare la Lampada della Mezzanotte per eliminare la maledizione che incombe su Magin e possiamo guarirlo“.

Dhalsim: “Allora come si usa?”.
Magin: “Per usarla è necessario un misto di ingredienti vitali, da sola la lampada è inutile”
Linda: “Di cosa parli?”
Magin: “Lo avete già fatto piccoli eroi, avete già sconfitto il male ed è stata la fede di Nia, l’allegria e la spensieratezza di Azadeh, il coraggio di Crono, la solarità di Linda, la sapienza e il talento della Mortisia, la forza del drago, di gabbo e dell’orso, la speranza di Managrù, la follia di Dhalsim, la fiducia che avete l’uno nell’altro, l’amore tra Martin e Lucrezia. Sono tutti gli ingredienti per far sì che la magia esista”.
La lampada che il mago aveva sottratto a Martin e poi nascosto sotto il suo mantello pulsava di una luce intensa.
Crono la raccolse.
Crono: “La lampada…“.
Martin: “…sembra viva…”.
Azadeh: “…che bello…”.
Nia: “… sta splendendo…”.

Una forza magica repressa si sprigionò con tutta furia e splendore esplodendo in grandi fasci di luce che volarono in tutte le direzioni.
Il mondo in poco tempo fu avvolto da una luce e un calore speciale.
Luminaire, la magia più potente mai conosciuta fu evocata.
I deserti tornarono ad essere distese di verde, la palude dei miracoli si trasformò di nuovo nel Bosco Miracoloso, nevicava zucchero, comparvero mille arcobaleni, le nuvole ballavano e le piante facevano festa abbracciando le stelle scese giù per l’occasione.
La disperazione fu sostituita dalla gioia nei cuori di tutti e tutto ciò che era diventato marcio tornò ad essere più bello che mai.

L’amore sostituì la paura.

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”,  Capitolo: “Lo scontro finale”.