Managrù, l’omino verde

Il Cervo
Managru L'Omino Verde

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”
Capitolo: “Managrù, l’omino verde”

Managrù è il nostro omino verde, ambientalista, un po’ moralista ma soprattutto pieno di speranza.
Adora la menta e il gelato al pistacchio.
Il suo piatto preferito è l’insalata.
Usa prodotti cosmetici esclusivamente alle erbe.
Il suo hobby preferito è il giardinaggio perché lui sì, ha il pollice verde.
Il suo gruppo musicale preferito sono i Green Day.
Il suo attore preferito è Carlo Verdone.
Il suo film preferito è Il Miglio verde.
La sua città preferita è Berlino, in particolare Berlino Est dove si sente proprio a casa.
La sua canzone preferita è Montagne Verdi.
Sapete Il suo telefilm preferito? Il dolce? Il libro?
Ve lo lascerò indovinare.
Il suo terribile nemico invece è l’omino rosso che lo tormenta ogni notte ma questa… è un’altra storia.

Managrù era diretto alla Valle dei Pistacchi dove c’era il grande Lago Verde dove avrebbe dovuto incontrare gli Omini delle Vocali e convincerli a farsi consegnare la magica Lampada della Mezzanotte.

Come vi ho raccontato nei capitoli precedenti, la Lampada della Mezzanotte era il solo strumento capace di mostrare la corretta via nel labirinto del Castello Senza Porte dove era custodita la Spada del Tempo.

Durante il suo cammino, verso il Lago Verde della Valle dei Pistacchi, Managrù non poté fare a meno di pensare a suoi compagni, i quali, erano stati incaricati anch’essi dalla Strega del Tempo di recuperare un oggetto magico, che sarebbe servito poi per sconfiggere Magin, il mago malvagio che voleva ridurre il mondo nelle tenebre.

C’era la Mortisia, la grande scienziata, che, grazie alle sua spiccata intuizione, doveva ritrovare Crono, il principe scomparso, l’unico che poteva impugnare La Spada del Tempo.

Dhalsim, l’Indiano psicologo, serio e sempre equipaggiato con una busta di bruscolini, che aveva il compito di curare la malinconia di Gabbo, il principe della scamorza, famoso grande spadaccino, che, se di nuovo in forze, avrebbe poi addestrato Crono a combattere.

Linda, la solare piratessa spezza paure, che aveva il compito di recuperare l’antica pergamena dove c’era scritta la formula per aprire le Non Porte del Castello senza Porte, dove sappiamo era custodita l’arma magica.

Il drago Spada de Foco e Bibbo l’orso avevano il compito di sconfiggere i mostri che infestavano il Castello senza Porte e recuperare la Spada del Tempo grazie alla Lampada della Mezzanotte che li avrebbe guidati nel labirinto del castello.

Il piano contro il mago malvagio era stato studiato ai minimi dettagli da Nia, la Strega del Tempo, che aspettava fiduciosa i suoi eletti alla palude dei miracoli della regina Azadeth.

La missione di Managrù era la più semplice di tutte, almeno lui così pensava.

L’omino verde aveva con sé il piccolo zainetto verde, dove c’era la mappa verde e del cibo tra cui cavoli, bieta e broccoli.
In caso di combattimento portò la sua spadina verde.
Uno scudino verde.
Una maglia di ferro verde.
Un elmetto verde e per completare dei buoni stivali… indovinate un po’?

Raggiunto il Lago Verde l’omino verde trovò sulle sponde del lago le casette degli omini delle vocali.

Bussò alla porta della casa a forma di A dell’omino della A.

“Tac Tac“.
Nessuna risposta allora suonò il campanello: “Dlan dlan“.

“Qui gatta cicoria” pensò l’omino verde un pò perplesso ma finalmente una voce rispose.

Omino delle A:“An attama, sta arravanda!!!“.
La porta si aprì e comparve l’omino delle A e l’omino verde domandò: “Sei tu l’omino delle A?“
Omino delle A: “Casa? nan capasca“
Omino verde: “Ho chiesto se sei tu l’omino delle A?“
Omino delle A: “Ha capata sala A“.
Omino verde: “Ma…“
Omino delle A: “Ma?? Masà ca ta parla an’altra langa. Da aaa spak anglash?“
Omino verde: “Non ho capito la domanda“
Omino delle A: “Parl va franzà?“
Omino verde: “Hem…“
Omino delle A: “Qaasta amana sambra an pà stapada“.

Alla parola “stapada“ l’omino capì e rispose serio.

Omino verde: “Ma stapada ca saraa ta!“
Omino delle A: “AAAh allara parla la ma langa ah?“
Omino verde: “Saa, sa la parla, ha capata. Ta canasca sala la vacala a“
Omino delle A: “Carta! A sana l’amana dalla A“
Omino verde: “Bana. Ara cha capaama dava cadarta da darma la magaca Lampada dalla Mazzanatta“
Omino delle A: “Par qala matava davraa darla a ta?“
Omino verde: “Ma manda la straga dal tampa, ca sarva la spada magaca “.
Omino delle A: “Ah ha capata. Vana dantra ca ta affra qalcasa?
Magara an thà varda?“.

L’amana varda accattà… hem… l’omino verde accettò l’invito e colse l’occasione per riposarsi un po’.
Dopo di che..

Omino verde: “Scasa amana ma vada da fratta!“
Omino delle A: “D’accarda, quaalla ca ta sarva caa l’ha l’amana dalla casa accanta“
Omino verde: “Ah sa? Allara vada, Addaa“
Omino delle A: “Addaa amaca“.

L’omino si affrettò e andò alla casa accanto e bussò.
“Tec tec”
Omino delle E: “che è?”
Omino verde: “Sene l’emene verde me mende le streghe del tempe”
Omino delle E: “Cese vele?”
Omino verde: “Ste cerchende le lempede”
Omino delle E: “Ne Ne, Ce l’he l’emene delle cese ecchente”

“Tic Tic”
Omino delle I: “Chi I?”
Omino verde: “Sini l’imini virdi! Mi mindi li strighi dil timpi”
Omino delle I: “Iiiiiiih divviri?”
Omino verde: “Si divviri divviri”
Omino delle I: “Di qiinti chi nin li vidi li strighi, divi pissiri i trivirli in giirni di qiisti”.
Omino verde: “Si, pinsi chi li firibbi milti piiciri”
Omino delle I: “Cimi pissi issirti itili?”
Omino verde: “Sti circindi li limpidi dilli mizzinitti”
Omino delle I: “IIII ci l’hi siciriminti d’imini dilli cisi iccinti”
Omino verde: “D’iccirdi grizii, ci si vidi, ciiii”
Omino delle I: “ciii”

“Toc Toc”

“oh finalmente è tutto normale adesso” pensò sollevato l’omino verde.

Omino delle O: “Co o?”
Omino verde: “Come non detto”
Omino delle O: “Porlo poò forto cho non to sonto, cho hoo dotto?”
Omino verde: “Sono l’omono vordo, sto corcondo lo mogogo lompodo”
Omino delle O: “Mo cho to l’ho dotto cho co l’ho oo?”
Omino verde: “L’omono dollo O”
Omino delle O: “L’omono dollo O o l’omono dollo O?”
Omino verde: “L’omino dollo… O!”
Omino delle O: “hohoho ho copoto ho copoto”
Omino verde: “Cho hoo copoto?”
Omino delle O: “No mo dospocoo mo co l’ho l’omono dollo coso occonto”
Omino verde: “Grozoo, cooo”
Omino delle O: “Cooo”

“Tuc Tuc”

Doveva essere l’ultimo, le vocali sono cinnque no?

Omino delle U: “Buh?”
Omino verde: “uh?”
Omino delle U: “Puuru uh? huhuhu”
Omino verde: “Su cumu nu”
Omino delle U: “Cu dusuduru un umunu vurdu du mu, uh?
Omino verde: “Mu mundu lu strugu dul tumpu, stu curcundu lu lumpudu mugucu”
Omino delle U: “uuuuuh hu cuputu, suntu mu… lu furustu unu cusu pur mu?”
Omino verde: “Mi duspucuu mu nun hu tumpu”
Omino delle U: “Uh, Buh..”
Omino verde: “Hu duttu cu nun hu puuru”
Omino delle U: “Nu nu ducuvu: uh buh, nun fu nuuntu, vuu ullu cusu quu uccuntu, lu sucurumuntu truvuruu cuu cu curcu”.
Omino verde: “Vu bunu, gruzuu”.
Omino delle U: “Cuuu”

Managrù aveva visitato tutte le case ma nessuno degli omini delle vocali aveva ciò che cercava ma poi vide un’altra casetta che era certo non ci fosse prima che entrasse nella casetta a forma di u.

La nuova casetta era a forma di cervo e Managrù pensò: “Ma il cervo che c’entra?”.

L’omino bussò alla porta.

“Cerv Cerv”

La porta si aprì e apparve un cervo.

Cervo : ”Hm? Che c’è?”
Omino verde: “Ma sei tutto verde!”
Cervo: “Certo! Mi adeguo alle tendenze”
Omino verde: “Cosa? Quali tendenze? E che cos’è quel cappello da contadino?”
Cervo: “Bello, vero?”
Omino verde: “Beh… si, non c’è male”
Cervo: “So cosa vuoi da me, tieni, questa è la lampada che stai cercando. Hai saputo avere empatia e spirito di adattamento e solo chi ha queste caratteristiche può usare la Lampada della Mezzanotte, bravo!”
Omino verde: “Grazie!”
Cervo: “Fai presto Managrù! Magin ha scoperto dove si trovano il tenebroso gatto nero e Lucrezia, dovete raggiungerli prima che lo faccia lui altrimenti sarà tutto inutile”

Detto questo il cervo scappò via.

Lo spirito di adattamento di Managrù era famoso, provate a cercare su internet l’omino verde e scoprirete che nei semafori, a seconda della città, lui cambia forma e vestiti!

Tornando alla nostra storia, l’omino verde aveva completato la missione e ,contento, si incamminò per la via del ritorno verso la Palude dei Miracoli dove avrebbe ritrovato i suoi compagni, per cui nutriva un’impenetrabile fiducia.

Il cielo s’illuminò meravigliosamente per qualche istante a causa di un evento importante di cui vi parlerò nei capitoli a seguire.
Un evento in cui un grande fascio di luce diretto verso il cielo avvolse con calore speciale ciò che c’era intorno ad esso a chilometri di distanza, compreso l’omino verde, l’omino della speranza, che ora, più determinato che mai, era pronto ad affrontare la battaglia finale.