Martin e Lucrezia

Il Cervo
Martin e Lucrezia

Dal libro vero di Alex: “Il Cervo”.
Capitolo: “Martin e Lucrezia”.

Martin in sella al suo drago portò Lucrezia, ancora un po’ confusa nelle sue nuove sembianze umane, in uno dei suoi luoghi preferiti.
Il sole splendeva e i suoi raggi riscaldavano e coloravano ogni cosa.
I due si sederono su una panchina ad ammirare il panorama e Lucrezia era contenta.

Martin poteva sentirsi speciale per due o tre o dieci o centinaia o milioni di persone o addirittura il mondo intero ma era niente in confronto all’essere e sentirsi speciale per lei.

In quei giorni in cui si conobbero, Lucrezia aveva toccato delle note particolari dell’anima di Martin, delle note che suonavano una melodia profonda, d’infinita purezza e dolcezza che non sapeva di avere.

I due si abbracciarono e baciarono con passione prima dell’arrivo della mezzanotte, momento in cui Martin si sarebbe tramutato nel cupo gatto nero a causa della sua misteriosa maledizione.

“Lucrezia.
Scuoti la mia anima.
Sai tirar fuori capacità nascoste che non sapevo di avere, sensazioni represse e dimenticate, i miei desideri più segreti.
Un vortice impetuoso, un fuoco incandescente provochi dentro di me che sai anche spegnere con una facilità disarmante.
Quando non ci sei resto con la paura e la voglia infinita di te.
Mi fai esplodere ed implodere come una stella impazzita.
Ora ti guardo mentre dormi e non riesco proprio a smettere.”

Durante la notte mentre Lucrezia dormiva, Martin sentì qualcosa dentro di sé difficile da spiegare.
Si affacciò alla finestra della sua casa e fissò il cielo pensieroso.
Qualcosa non andava, percepiva un’aura maligna intorno la città di Nialum.
Lucrezia si svegliò e vide il gatto alla finestra.
“Martin! Che cosa guardi?” Chiese Lucrezia.
“Ho visto una ranocchia cadere dal cielo” Rispose Martin.
Lucrezia: “Che cosa significa?“.
Martin: “Non lo so”.
Lucrezia: “Adesso perché hai spalancato gli occhi?“.
Martin: “Quell’essere nel cielo“
Lucrezia: “Quale, io non vedo niente“
All’improvviso Martin diventò rigido, visibilmente preoccupato.
Lucrezia: “Gatto che succede? Cos’è che hai visto?“
Martin: “Svelta! Dobbiamo uscire di corsa!”
Lucrezia: “Si ma perché!“
Martin: “Dobbiamo andare dalla Strega del Tempo e avvertirla”
Lucrezia: “Avvertirla di cosa?”
Martin: “Magin è qui.”

Martin recuperò il suo oggetto più prezioso segretamente custodito per tanto tempo: “La Lampada della Mezzanotte” ed insieme a Lucrezia corse verso la casa della Strega del Tempo con tutta la sua forza.