Si, si può immaginare oltre il nulla

Si, si Può Immaginare Oltre Il Nulla

Dal sedicesimo libro immaginario di Alex: “Simpatia per il diavolo”.
Capitolo: “Si, si può immaginare oltre il nulla.”

“La terza guerra mondiale avrà un nemico invisibile” diceva mia nonna venti anni fa a noi quattro mocciosi che ascoltavamo le sue storie.
Vorrei fosse qui a raccontarcene altre di storie, come sapeva farlo solo lei.
Anche quelle storie che servivano a ricordarci di quanto la guerra sia brutta e sciocca, le nonne che l’hanno vissuta lo sanno molto bene.

Ed io le racconterei invece le assurde coincidenze di questi giorni e avrei aggiunto la frase del mio telefilm preferito: “Voglio crederci”.

Nonostante tutto, quella nonna che diceva di essere sensitiva, un po’ per gioco e un po’ perché ci credeva, che faceva i tarocchi, che credevo fosse una strega e che raccontava che una volta incontrò il diavolo, mi manca.
Chissà cosa penserebbe di questo mondo impazzito e deludente di oggi, forse direbbe, come diceva allora, semplicemente: “Coraggio! Non lasciarti e non lasciamoci abbattere!”.

Quel giorno che andò via per sempre mio padre mi raccontò che alzò il dito indicando verso l’alto come per dire: “Si, ciao figlio mio, lo sento, sto andando su”.

Quel giorno fui un’altra volta invaso dalla mia malinconia.
La mia malinconia che a volte mi si vede in faccia, di cui spesso mi vergogno e che purtroppo non sempre posso nascondere per non farmela leggere in viso.

Quel giorno tornai a pensare al concetto di fine, di fine della vita.
Il mio fantasticare repentino andò di nuovo in tilt.
Come ci si sente nel nulla?
Non riuscivo ad immaginare come ci si potesse sentire.

Così per tanto tempo ho odiato la vita perchè la vita ad un certo punto finisce.
Odiai le emozioni, perchè le emozioni ti fanno sentire vivo.
Io non volevo più sentirmi vivo in modo da non percepire più il peso della fine.

Oggi avrei voluto tanto chiederle perchè, per quale motivo che non riesco a capire, ho questo sterminato bisogno di voler bene ad alcune persone, di prendermi cura di loro.

Vorrei raccontarle che ho incontrato persone meravigliose.
Persone che mi hanno scosso, che mi hanno emozionato, che mi hanno spinto ad essere una persona migliore come quella che sto andando a trovare, che a sua volta me ne ha fatte conoscere altre di persone che mi hanno reso la vita più bella.

Oggi vorrei chiederle perdono perché so che non avrebbe approvato il mio voler stare lontano dalle emozioni, che spesso sono brutte, ma questa non è una buona giustificazione per evitarle sempre.

Le emozioni fanno paura perché sono vita, piccole o grandi belle o brutte ti fanno crescere, esse sono la vita stessa e allora io non ho paura del nulla ma della vita, quella vita che ho voluto evitare perchè so che finisce e non voglio vedere la fine, non la voglio vedere, ho terrore di quel nulla e NON VOGLIO SENTIRE IL NULLA!

Il nulla non si può sentire.

Oggi sono di nuovo in viaggio, alla ricerca di nuove emozioni, come quelle che si vedono fuori dal finestrino di un treno.

Ho ancora paura, ma ho capito che non c’è niente di più brutto che non provare più niente. Non c’è cosa più brutta che avere il nulla dentro di sè mentre si è ancora vivi.

Urgenza di vivere, questo ora è il problema, problema che non ho alcuna voglia di risolvere.

Vorrei raccontare a mia nonna tante altre storie ma so che non posso farlo.
Posso fare qualcos’altro.
Posso raccontare di lei.

Si mia nonna c’è, c’è ancora, c’è nei ricordi di quei mocciosi che stavano da lei ad ascoltare a bocca aperta e spaventati le sue storie, c’è nei ricordi di mio fratello, di mio padre, lei ora c’è anche in una storia di un libro, c’è in me.

Si, si può immaginare oltre il nulla.

Dal sedicesimo libro immaginario di Alex: “Simpatia per il diavolo”.
Capitolo: “Si, si può immaginare oltre il nulla.”